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Dopo La Prova del Cuoco, tutte le curiosità sul basilico

Puntata profumatissima quella del 08/10/2018 in Rai a "La Prova del Cuoco" grazie a lui: il re de giardino, sua maestà il basilico.
Oltre a dominare incontrastato tra gli aromi più noti ed apprezzati, ha la regalità impressa addirittura nel suo nome: il suo nome deriva infatti dal termine medievale latino “basilicum” e dal greco  “basilikon” ossia “regale”, mentre  il termine Ocimum - Okimon in greco antico - significa “essere fragrante”.
A tutti gli effetti un "re profumato": nessuna sorpresa quindi nel saperlo protagonista di una bella puntata su Rai 1.
Divertente trovarsi in studio a chiacchierare con Elisa isoardi, la conduttrice del programma, sulle sue tante proprietà e sulle modalità più corrette di utilizzo e conservazione. Emozionanti gli incontri fatti oggi, che hanno colorato la mia giornata in Rai, tra  chef stellati e personaggi dello spettacolo: da Emanuela Aureli a Matilde Brandi e Monica Setta!
Non ho potuto fare a meno di fare i miei complimenti alla grande imitatrice Emanuela Aureli, che seguo tutte le settimane nel suo ruolo di coach a "Tale e quale show" e porterò sempre nel cuore il suo sguardo affettuoso e la sua esclamazione "che caruccia"  a me rivolta, accompagnata da un forte abbraccio.
Grande donna, di una gentilezza unica. Deliziosa anche la Brandi, che si è prestata simpaticamente a fare la "foto di rito",  alla quale ho confessato : "faccio il tifo per te a Tale e quale show" ! Il che è vero.
Ma torniamo a lui...il nostro protagonista e scopriamo insieme tante curiosità e dettagli che - per i ristretti tempi televisivi - non ho potuto evidenziare in TV:

QUANTE E QUALI VARIETA' DI BASILICO CI SONO?

Originaria dell’india e dell’Africa, il basilico (Ocimum basilicum) esiste in ben più di 160 varietà diverse, per colore e dimensione delle foglie e per differenza dell’intensità dell’aroma, fra le più comuni si ricordano:
l’aromatico basilico “genovese”, con le foglie strette e di colore verde scuro
l’Ocimum minimum, ossia il basilico “nano”, dalle foglie minuscole e molto profumate
il basilico “napoletano” con le sue grosse foglie bollose dall’aroma simile alla menta, particolarmente diffuso nelle zone mediterranee.
Tra le varietà meno note è il Basilico artico, dall’aroma particolarmente fresco e pungente o il basilico cannella (Ocimum basilicum cinnamon) di origini messicane, caratterizzato da foglie verde oliva striate di marrone  e fiori color malva. Ha aroma dolcemente speziato ed intenso. Varietà pregiata è il basilico rosso, dalle foglie grandi e di colore rosso vivo,  tanto da essere considerata anche pianta ornamentale. Ha aroma più forte rispetto a quello tradizionale, ideale per insalate o per guarnire. Ma anche il basilico blu (dai fiori viola e le foglie delineate da nervature violacee) dal profumo canforato addolcito dalla vaniglia, ideale per macedonie e piatti salati.
QUAL E' LA STAGIONALITA' DEL BASILICO?
Questo aroma ci accompagna dalla fine della primavera quasi fino ai primi freddi, alle porte dell’autunno, se gli si dedicano le giuste attenzioni. Tra queste, ad esempio,
la pianta del basilico necessita una continua e costante cimatura finalizzata a prolungarne il ciclo vitale, altrimenti interrotto dalla maturazione dei semi. Per mantenere un aroma intenso e favorire lo sviluppo di nuove foglie bisogna quindi asportare i germogli apicali e le infiorescenze: la cima andrà recisa appena il fusto presenterà 4 coppie di foglie.
Per assicurarci le piantine già all’inizio della bella stagione se ne può crepare un semenzaio a fine inverno oppure è possibile acquistare le piantine già provviste di radici dagli ortolani o nel reparto ortofrutticolo degli ipermercati. Conviene travasarle poi in contenitori più grandi, cosi da consentirne uno sviluppo ottimale ed una crescita rigogliosa.

PERCHE' SI DEVE MANGIARE FRESCO?

Il basilico da il meglio di se quando è utilizzato allo stato fresco, appena colto., così mantene integre le sue proprietà nutritive.
Se ne può tenere una piantina anche sul davanzale della nostra cucina per averlo sempre a portata di mano. Facile reperirlo anche nell’angolo dedicato alle piante nei supermercati, solitamente vicino al banco frutta.  
Sarebbe consigliabile utilizzarlo solo quando la pianta ha sviluppato almeno 2-3 coppie di foglie ed ha superato i 10 cm di altezza: uno studio condotto nel 1999 dal Centro di Biotecnologie di Genova ha dimostrato che le piantine di basilico alte meno di 8-10 centimetri possono contenere il metil-eugenolo, sostanza cancerogena per cui esistono limiti di assunzione fissati dalle leggi americane ed europee. Il metil-eugenolo protegge la pianta giovane da insetti e batteri, ma poi - crescendo - la molecola cambia struttura, perde il metile e diventa innocua. Tutto dipende quindi dall’altezza delle piantine di basilico.

COME SI CONSERVA E QUANTO DURA?
I
l basilico dura 4-5 giorno tenuto in frigo, nella parte destinata alla frutta e alla verdura. Se le foglie sono ancora attaccate allo stelo è possibile tenerlo in un bicchiere con dell’acqua, cos’ì da averlo sempre a portata di mano in cucina, per circa una settimana.
Le foglie - raccolte quando raggiungono la loro massima dimensione (preferibilmente da maggio a settembre-ottobre)  preferibilmente poco prima della fioritura, possono essere anche essiccate, disponendole su un vassoio al di sopra di qualche foglio di carta assorbente, in ambiente asciutto e ventilato. Una volta ben essiccato il materiale potrà essere riposto in un barattolo di vetro o ceramica, con chiusura ermetica.  Anche le scatole di latta rappresentano un ottimo contenitore. In alternativa le possiamo congelare  - negli appositi sacchetti - oppure metterle sott’olio in un vasetto, creando un olio aromatizzato che ne conserverà al meglio il profumo.

QUALI SONO GLI INDICATORI DI QUALITA’?
Il basilico deve avere foglie di colore intenso e ben tese, non deve presentare macchie brune. Facciamo attenzione alla provenienza e preferiamo quello proveniente da coltivazioni biologiche.

E' VERO CHE HA PROPRIETA' MEDICINALI?
Certo: prevalentemente utilizzato in cucina per le sue proprietà aromatizzanti, il basilico nasconde virtù terapeutiche inaspettate. Ad esempio nella medicina ayurvedica viene usato per guarire le malattie da raffreddamento, mentre nella tradizione cinese è considerato un rimedio contro i disturbi digestivi.
Rappresenta un rimedio pratico ed efficace per favorire la digestione, attenuare i crampi e le emicranie nervose e digestive:  stimolando le secrezioni gastriche, attiva la digestione e combatte il “senso di pienezza” tipico del dopopranzo.
Contribuisce a ridurre i processi di fermentazione che danno luogo alla formazione ed al ristagno di gas nel tubo digerente, inoltre - rilassando la muscolatura delle pareti dell’apparato gastro-intestinale - esercita un’azione antispasmodica,  molto utile in caso di crampi e coliche.
Ma il basilico è un buon alleato anche dell’apparato respiratorio e può attenuare diminuisce i sintomi della tosse, facilitando la fluidificazione del catarro.

COME SI PUO' UTILIZZARE A SCOPO CURATIVO ?
Per sfruttare le sue proprietà digestive, antispasmodiche e fluidificanti il basilico si può assumere in forma di infuso: si procede versando semplicemente  su 6-8 foglie di medie dimensioni (o 2 cucchiaini di foglie essiccate e sminuzzate) circa 150 ml d’acqua. Si copre e si lascia riposare per dieci minuti prima di filtrare. Se ne consuma una tazza circa 30 minuti dopo i pasti principali o all’occorrenza, senza superare le 2-3 tazze al giorno.

COME SI PUO' USARE IL BASILICO AL DI FUORI DELLA CUCINA?
  • Come olio essenziale, per attivare la concentrazione : l’essenza di basilico, ottenuta per distillazione dalla foglie della pianta, possiede un effetto energetico e tonico sul sistema nervoso, grazie al quale riesce a riequilibrare stati d’ansia e di stress eccessivo. Allenta le tensioni intellettuali da sovraffaticamento e favorisce il recupero delle forze e della volontà di fare. E’ possibile sfruttare le proprietà tonificanti del basilico per via olfattiva: qualche goccia versata su un fazzoletto, inalando poi l’essenza, può allentare la tensione, allontanare lo stress e la depressione, far ritrovare il coraggio in prossimità di prove importanti (esami, colloqui di lavoro, ecc.). Migliora l’autostima e ne beneficiano il lavoro intellettuale, la concentrazione e la memoria.Rappresenta una vera e propria risorsa per tutti coloro che attraversano momenti di stanchezza psico-fisica: grazie alle sue proprietà toniche, innalza il tono dell’umore e conferisce una sensazione di benessere generale, allenta tensioni e contrasta lo stress quotidiano.
  • Per un bagno aromatico tonificante: possiamo utilizzarlo per preparare un bagno aromatico, tonificante e deodorante, prendendo un mazzetto di foglie di basilico fresche e mettendole in un sacchetto di tela ben chiuso (per evitare di intasare gli scarichi)o racchiudendole con un laccetto in un fazzoletto di cotone. Il sacchetto verrà poi immerso nella vasca riempita con l’acqua per il bagno.In alternativa 8-10 gocce versate in un cucchiaio di sale grosso ed aggiunte poi all’acqua tiepida nella vasca da bagno hanno il potere di allontanare la stanchezza e favorire nuove energie.
DOMANDA DELLE DOMANDE (secondo me) : ma il basilico può davvero favorire il rischio di tumori?
Qualche tempo fa, i media avevano scatenato una vera e propria tempesta di notizie sul basilico, imputato di essere un potente cancerogeno, soprattutto se se en utilizzano le foglioline più piccole e giovani.
E’ bene precisare che nessun fondamento scientifico è stato dato a questa supposizione: non esistono studi che legano inequivocabilmente lo sviluppo del cancro in concomitanza all’uso del basilico.  
L'idea, nasce dalla presenza - nell’olio essenziale della pianta - di alcune sostanze come l’estragolo ed il metil-eugenolo, riconosciute potenzialmente cancerogene a livello europeo già dal 2001.
In realtà è vero ad alto dosaggi e per forme di somministrazione che non sono quella orale: dovremmo consumare dosi impensabili di basilico o utilizzare vie diverse di somministrazione (ad esempio quella endovenosa) per correre effettivamente qualche rischio.
Anche questa volta, infatti, la natura sembra aver pensato proprio a tutto: l’estragolo, per via orale, viene assorbita e metabolizzata in percentuali infinitesimali. In più, oltre all’estragolo, nel basilico che consumiamo nell’alimentazione sono contenute numerose sostanze ad attività anticancerogena. Tra queste spicca la nevadensina, una sostanza che impedisce l'attivazione dell’estragolo e lo rende per così dire “innocuo”.
Ricordiamo infine che la combinazione del basilico con altri alimenti ne annulla ulteriormente gli effetti negativi, qualora siano presenti.
Si quindi ancora una volta al basilico, magari associato ad una dieta mediterranea ricca di pomodori, verdure e altri cibi antiossidanti, come legumi e pasta integrale. Per un uso curativo invece è bene evitarlo al di sotto dei 4 anni di età, per maggiore sicurezza.
Un occhio alla sicurezza:  Il basilico,  ad alte dosi, può provocare moderati innalzamenti della pressione arteriosa e stati ansiosi. L’uso curativo è comunque sconsigliato  nella prima infanzia, in gravidanza ed allattamento, limitando il consumo di basilico esclusivamente a dosi utili per i condimenti.

CURIOSITA'
Le più antiche tradizioni erboristiche  - per le quali era considerata una pianta sacra - legano al basilico un preciso rituale di raccolta: solo mani esperte e degne dovevano procedere a raccoglierne le foglie, indossando  abiti bianchi e limitandosi al solo uso della mano sinistra, con luna crescente. Vietato altresì l’ausilio di lame o altri strumenti che potevano “danneggiare” il raccolto privandolo di ogni proprietà curativa.
In diverse parti del mondo le vengono attribuiti poteri magici, per la sua presunta capacità di scacciare gli influssi negativi e gli spiriti cattivi, mentre nel Medioevo veniva rientrava nella preparazione di filtri d’amore e pozioni. Secondo tali credenze, tenerne una pianta sul davanzale o davanti alla porta di casa, contribuirebbe a tenere lontani disgrazie e malattie, portando fortuna e denaro.
Si tratta di un vero e proprio “re” del giardino: il suo nome deriva infatti dal termine medievale latino “basilicum” e dal greco  “basilikos” ossia “regale”, mentre  il termine Ocimum (Okimon in greco antico) significa “profumo”.
Nell’etimologia del nome di questa pianta è anche racchiuso il suo affascinante legame con la mitologia greca, che attribuisce al basilico la funzione di potente antidoto contro gli effetti del basilisco, enorme serpente  dal veleno letale, dotato del potere di uccidere con il solo sguardo.
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